Un film di Ermanno Olmi. Con Ampello Bucci, Maurizio Gelati. Documentario, durata 78 min. - Italia, 2009.
Ermanno Olmi riprende, ancor più indignato, il filo rosso lanciato 40 anni fa da Rossellini, profetica Cassandra di un'imminente catastrofe socialecologica, e aizzatore di moltitudini ribelli quando ammoniva i giovani filmaker: «basta col cinema contastorie, documentiamo con le immagini il disastro, per cambiare la storia». (…) Volti che si somigliano in ogni angolo del mondo e corpi che «resistono - afferma Olmi - all'incalzare di una delittuosa politica di sfruttamento esasperato e devastante di suoli fertili, unica risorsa per il cibo dei popoli».
(Roberto Silvestri, Il Manifesto, 2009)
Un film di Ermanno Olmi. Con Ampello Bucci, Maurizio Gelati. Documentario, durata 78 min. - Italia, 2009.
Ermanno Olmi riprende, ancor più indignato, il filo rosso lanciato 40 anni fa da Rossellini, profetica Cassandra di un'imminente catastrofe socialecologica, e aizzatore di moltitudini ribelli quando ammoniva i giovani filmaker: «basta col cinema contastorie, documentiamo con le immagini il disastro, per cambiare la storia». (…) Volti che si somigliano in ogni angolo del mondo e corpi che «resistono - afferma Olmi - all'incalzare di una delittuosa politica di sfruttamento esasperato e devastante di suoli fertili, unica risorsa per il cibo dei popoli».
(Roberto Silvestri, Il Manifesto, 2009)
Un film di Hayao Miyazaki. Con Rumi Hiiragi, Mari Natsuki. Animazione, durata 125 min. - Giappone 2001.
Le nuvole di Miyazaki, lo scalino di marmo su cui crescono minuti licheni, le azalee fatte di disegno tradizionale e computer graphic, gli esseri fuori misura, colorati e inconcepibili ci permettono di vedere quello che non vediamo più e di capire cosa abbiamo perduto: meraviglia, complessità, conoscenza.
(Anna Antonini, Duel, 2003)
Un film di Yann Arthus-Bertrand. Documentario, durata 90 min. - Francia 2009.
Un film per salvare il mondo, presentato in occasione dell’Earth Day 2009 in uscita planetaria, su tutti i supporti e a scopo benefico. “Home”, l’ambizioso progetto di Luc Besson, sostenuto dal gruppo Pinault e girato da Yann Arthus-Bertrand, noto fotografo che da anni immortala la terra dal cielo, è un reportage sull’ambiente e il cambiamento climatico realizzato quasi interamente con immagini aeree.
Un film di Yann Arthus-Bertrand. Documentario, durata 90 min. - Francia 2009.
Un film per salvare il mondo, presentato in occasione dell’Earth Day 2009 in uscita planetaria, su tutti i supporti e a scopo benefico. “Home”, l’ambizioso progetto di Luc Besson, sostenuto dal gruppo Pinault e girato da Yann Arthus-Bertrand, noto fotografo che da anni immortala la terra dal cielo, è un reportage sull’ambiente e il cambiamento climatico realizzato quasi interamente con immagini aeree.
Un film di Roberto Rossellini. Documentario, durata 90 min. - Italia 1959.
(…) primo tentativo esplicito con cui R. Rossellini – pur non rinunciando alla storia e ai personaggi – cerca di affrancarsi pienamente dalla drammaturgia tradizionale per esprimere alcune idee su un mondo, un continente, una civiltà ed esporre i rapporti del popolo indiano con la natura. Giudicato dagli uni approssimativo e dilettantesco, esaltato da altri come uno dei primi film “astratti” della storia del cinema nel suo assillo di rappresentazione di sentimenti allo stato puro. Dev'essere visto come un'opera di poesia, non di documentazione.
(Morando Morandini, 2009)
Un film di Roberto Rossellini. Documentario, durata 90 min. - Italia 1959.
(…) primo tentativo esplicito con cui R. Rossellini – pur non rinunciando alla storia e ai personaggi – cerca di affrancarsi pienamente dalla drammaturgia tradizionale per esprimere alcune idee su un mondo, un continente, una civiltà ed esporre i rapporti del popolo indiano con la natura. Giudicato dagli uni approssimativo e dilettantesco, esaltato da altri come uno dei primi film “astratti” della storia del cinema nel suo assillo di rappresentazione di sentimenti allo stato puro. Dev'essere visto come un'opera di poesia, non di documentazione.
(Morando Morandini, 2009)
Un film di Sydney Pollack. Con Meryl Streep, Robert Redford. Drammatico, durata 161 min. - USA 1985.
“Furono molti, oltre alla regia di Sidney, i regali che, a 47 anni, mi offrì Out of Africa. La collaborazione con Meryl, la sfida di un film su una scrittrice con uno straordinario coraggio e una carica poetica e morale eccezionale, la curiosità di lavorare in Kenia... Inoltre, qualcosa di me si ritrovava in Denys Finch Hatton, l'uomo dell'avventura, della passione e dei sogni della Blixen, nascosti anche a se stessa". "Fu un periodo importante per me: visitai la regione Masai, percorsi miglia e miglia per fare mio un mondo. Ma io soffro del mal.... d'Alaska, un'energia-polmone di ossigeno (e non soltanto) per gli Usa, per la difesa della quale, da ambientalista, mi batto. Anche se, a volte, ancora oggi, ritrovo il mal d'Africa, rileggendo la Blixen di Ombre sull'erba. E mi pare, allora, di rivedere i tramonti di quelle settimane di riprese, di riascoltare la musica di un flauto Masai". (Robert Redford, 2003)
Un film di Davis Guggenheim. Con Al Gore, Billy West. Documentario, durata 100 min. - USA 2006.
Che tempo che fa? Bruttissimo, ma ce la possiamo fare a salvarci spiega Al Gore, ex futuro presidente Usa che come attore merita l' Oscar: con questo allarmante e interessante documentario-conferenza spiega come abbiamo distrutto il pianeta con il riscaldamento globale e l' ossido di carbonio che provocheranno, di qui a dieci anni, mostruose calamità, allagando Paesi e facendo 100 milioni di naufraghi. Il docu-film di David Guggenheim è uno straordinario regalo morale e scientifico prezioso (andrebbe proiettato a scuola e in tv), si rivolge ai 9 miliardi di esseri umani che ognuno a suo modo stanno con gusto disfacendo la Terra. (Maurizio Porro, Il Corriere della Sera, 2007)
Un film di Don McKellar. Con Don McKellar, Sandra Oh. Fantascienza, durata 90 min. - Canada 1998.
Toronto, ore 18 del 31-12-1999. La TV annuncia, come dato acquisito, che a mezzanotte avverrà la fine del mondo. Vari personaggi si preparano ad affrontarla in modi diversi, senza affannarsi più di tanto. Alle 24 un lampo di luce sommergerà tutti. È uno degli episodi della serie TV 2000 vu par..., iniziativa della francese Arte, opera prima dell'attore D. McKellar (eXistenZ) che ha offerto a D. Cronenberg la particina di Duncan. Piccolo film corale all'insegna dell'ironia e di un umorismo macabro che riducono il millenarismo catastrofico a un gioco di società, con sottofondo etico: va bene, il mondo finirà tra 6 ore, ma intanto ci sono molte cose da fare per scomparire con stile, e un po' di dignità, senza abbandonare il quotidiano. Il conto alla rovescia tra le 18 e le 24, d'altronde, si svolge con il sole sempre alto.
(Morando Morandini 2009)
Un film di Luchino Visconti. Con Antonio Arcidiacono, Giuseppe Arcidiacono. Drammatico, durata 160 min. - Italia 1948.
Questo paesino è tutto stagliato, e indagato; questi uomini hanno una loro sofferenza, palese o segreta, oppure una loro ferocia, primigenia e senza luce; e gli episodi memorabili sono molteplici, dall'attesa delle donne sulla scogliera dinanzi al mare in tempesta, alla pioggia desolata sul piccolo paese, mentre 'Ntoni corre come un pazzo verso la sua povera casa che sta per essergli presa, rubata.
(Mario Gromo, Film visti. Dai Lumière al Cinerama, 1957)
Un film di Akira Kurosawa. Con Juri Solomin, Maksim Munzuk, Yuri Solomin.
Avventura, durata 140 min. - URSS, Giappone 1975.)
1° premio al Festival di Mosca e Oscar 1976 per il miglior film straniero, è un'opera che ricorda Flaherty e Dovgenko per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del “buon selvaggio”. (Morando Morandini, 2009))
Un film di Wim Wenders. Con Bruno Ganz, Peter Falk, Fantastico, durata 130 min. - Germania 1987.
Sì è magnifico vivere di solo spirito, e giorno dopo giorno testimoniare alla gente, per l'eternità, soltanto ciò che è spirituale. Ma a volte la mia eterna esistenza spirituale mi pesa. E allora non vorrei più fluttuare così, in eterno: vorrei sentire un peso dentro di me, che mi levi questa infinitezza legandomi in qualche modo alla terra, a ogni passo, a ogni colpo di vento.
(Damiel/Bruno Ganz e Cassiel/Otto Sander)
Un film di Giorgio Diritti. Con Thierry Toscan, Alessandra Agosti. Drammatico, durata 110 min. - Italia 2005.
(…) un film raccontato in tre lingue diverse (italiano, occitano e francese sottotitolato) che parla del difficile trasloco, morale e materiale, di un pastore francese in un villaggio montano piemontese. Prima accettato e poi messo in disparte, egli mette in moto una serie di reazioni a catena che deturpano la bellezza naturale del paesaggio mettendo in discussione il romantico contadino con un resoconto antropologico anche crudele, che impedisce ogni deriva poetico-retorica. Come da titolo, il vento gira, sembra di auscultare un mutamento biologico della gente.
(Maurizio Porro, Il Corriere della Sera, 2007)
Un film di Danièle Huillet, Jean-Marie Straub. Con Gianni Buscarino, Angela Nugara, Carmelo Maddio, Vittorio Vigneri.Commedia, b/n durata 60 min. - Italia, Francia 1999.
Bianco e nero “scolpito”, volti profondi e veri di attori non professionisti, alternanza di suoni e silenzi sullo sfondo di un’isola-continente, luogo quasi metafisico in cui il protagonista ricerca le tracce di se stesso. (…) Il mare e il cielo diventano sfumature di grigio, i sassi e la sabbia punti e distese bianche, gli alberi macchie di scuro, palazzi e chiese sono semplici volumi impregnati di storia. Così, dal silenzio emergono, purificati, i suoni e le voci.
(Luigi Paini, Il Sole 24-Ore, 1999)
Un film di Danièle Huillet, Jean-Marie Straub. Con Gianni Buscarino, Angela Nugara, Carmelo Maddio, Vittorio Vigneri.Commedia, b/n durata 60 min. - Italia, Francia 1999.
Bianco e nero “scolpito”, volti profondi e veri di attori non professionisti, alternanza di suoni e silenzi sullo sfondo di un’isola-continente, luogo quasi metafisico in cui il protagonista ricerca le tracce di se stesso. (…) Il mare e il cielo diventano sfumature di grigio, i sassi e la sabbia punti e distese bianche, gli alberi macchie di scuro, palazzi e chiese sono semplici volumi impregnati di storia. Così, dal silenzio emergono, purificati, i suoni e le voci.
(Luigi Paini, Il Sole 24-Ore, 1999)
Un film di Vittorio De Sica. Con Sophia Loren, Marcello Mastroianni. Commedia, durata 104 min. - Italia 1964.
Filomena e Domenico sono quasi due puri simboli dell’istinto materno e dell’istinto paterno. I singhiozzi di Filomena, che sigilla coi pianto l’atteso trionfo della giustizia, e l’affettuosa ironia punitiva rivolta su Domenico, costretto a dividere fra tre figli, uno solo dei quali è suo, il proprio affetto di padre, si sono fusi in una squisita penetrazione malinconica del cuore umano. Filomena rispose per prima, fin da giovanissima, per pietà di se stessa e dei figli allevati in segreto; Domenico ha risposto sulla cinquantina, costrettovi dalla propria ambizione più che dalla propria coscienza: ma in ambedue ha parlato la voce del sangue. Ancora una volta è stata una donna a farla vibrare così forte da incrinare nell’uomo la corazza dell’egoismo.
(Giovanni Grazzini, Eva dopo Eva. La donna nel cinema italiano, 1980)
Un film di John Cassavetes. Con Peter Falk, Gena Rowlands. Drammatico, durata 155 min. - USA 1974.
Sposata a un capo-cantiere, sembra un «angelo del focolare» e una madre soddisfatta: non dovrebbe avere ragioni di scontento. In realtà è alle spalle della follia, perché è priva di luce propria. A somiglianza d'un pianeta, riceve la vita dagli altri: dal marito Nick, che pur l'ama, dai figli, dalla suocera, dagli amici di casa, dai riti della famiglia. (…) Mabel è a suo modo una persona finché ha da compiere i lavori domestici. Se il patto sociale che la lega alla casa si rompe perché la sua devozione è fraintesa, essa perde la propria identità. Probabilmente sarà ancora una buona moglie e una brava madre, ma le verrà meno la certezza di meritare la carezza che il padrone fa alla schiava: la famiglia l'ha tradita.
(Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera, 1978)
Un film di Vsevolod Pudovkin. Drammatico, durata 65 min. - URSS, 1926.
La storia di una madre in pena per il futuro del proprio figlio non è che un pretesto per il regista (in questo lavoro tratto dall'omonimo romanzo di Gorkij) per analizzare la storia del popolo sovietico, le sue aspirazioni e il malcontento sfociato nella rivoluzione.
“Nel film” chiarì il regista in una pagina autobiografica “l'atmosfera è una grande forza poetica. Del resto, proprio la percezione del nesso organico tra la vita interiore dell'uomo e il mondo che l'attornia conferisce la necessaria profondità alla generalizzazione poetica, da cui l'arte non può prescindere.” Anche per questo, Mat' - uscito a Mosca nei primi giorni dell'ottobre 1926 - fu uno dei grandi successi del cinema sovietico, in patria e soprattutto all'estero, dove fu accolto con entusiasmo e stupore: restava nel solco della grande civiltà russa e la riproponeva intatta, con uno spirito nuovo.
(Fernaldo Di Giammatteo, 100 film da salvare, 1978)
Un film di Vsevolod Pudovkin. Drammatico, durata 65 min. - URSS, 1926.
La storia di una madre in pena per il futuro del proprio figlio non è che un pretesto per il regista (in questo lavoro tratto dall'omonimo romanzo di Gorkij) per analizzare la storia del popolo sovietico, le sue aspirazioni e il malcontento sfociato nella rivoluzione.
“Nel film” chiarì il regista in una pagina autobiografica “l'atmosfera è una grande forza poetica. Del resto, proprio la percezione del nesso organico tra la vita interiore dell'uomo e il mondo che l'attornia conferisce la necessaria profondità alla generalizzazione poetica, da cui l'arte non può prescindere.” Anche per questo, Mat' - uscito a Mosca nei primi giorni dell'ottobre 1926 - fu uno dei grandi successi del cinema sovietico, in patria e soprattutto all'estero, dove fu accolto con entusiasmo e stupore: restava nel solco della grande civiltà russa e la riproponeva intatta, con uno spirito nuovo.
(Fernaldo Di Giammatteo, 100 film da salvare, 1978)
Un film di Pedro Almodóvar. Con Penelope Cruz, Cecilia Roth, Marisa Paredes, Drammatico, durata 105 min. - Spagna 1999.
Almodovar dedica il suo film oltre che alle sue icone predilette (tra cui Gena Rowlands, che con La sera della prima ha ispirato l'inizio del film) a "tutte le persone che vogliono essere madri" - non solo donne. Ma sono le donne - con la loro capacità di accudire, curare, consolare, costruire la vita - il vero destinatario del suo omaggio.
(Irene Bignardi, La Repubblica, 1999)
Un film di Pupi Avati. Con Gianni Cavina, Carlo Delle Piane, Valentina Cervi, Commedia, durata 122 min. - Italia 1999.
Memoria dolcissima, sentimenti autobiografici, lutto composto e lirico permeano questo ritorno di Pupi e Antonio sulle amate colline emiliane. Il giardino di una giovinezza da trattenere con le sue tonalità calde e gioviali, con le sue facce bizzarre, con le sue storie collettive, con la leggerezza vaga di un racconto orale. L'ombra della madre è quella di Ines, una ragazza che si innamora del figlio di un antiquario e accanto a questa figura, cara e privata, si compone un coro di personaggi, di vicende, di umori, di attese e di rimpianti. Nell'Italia rurale degli anni del fascismo, è un appuntamento, un evento, un passaggio delle stagioni della vita a tessere la trama sottile, a segnare i destini dei tanti personaggi.
(Enrico Magrelli, Film TV 1999)
Un film di Pupi Avati. Con Gianni Cavina, Carlo Delle Piane, Valentina Cervi, Commedia, durata 122 min. - Italia 1999.
Memoria dolcissima, sentimenti autobiografici, lutto composto e lirico permeano questo ritorno di Pupi e Antonio sulle amate colline emiliane. Il giardino di una giovinezza da trattenere con le sue tonalità calde e gioviali, con le sue facce bizzarre, con le sue storie collettive, con la leggerezza vaga di un racconto orale. L'ombra della madre è quella di Ines, una ragazza che si innamora del figlio di un antiquario e accanto a questa figura, cara e privata, si compone un coro di personaggi, di vicende, di umori, di attese e di rimpianti. Nell'Italia rurale degli anni del fascismo, è un appuntamento, un evento, un passaggio delle stagioni della vita a tessere la trama sottile, a segnare i destini dei tanti personaggi.
(Enrico Magrelli, Film TV 1999)
Un film di Jane Campion. Con Holly Hunter, Harvey Keitel. Drammatico, durata 119 min. - Australia, Francia 1993.
(…) in "Lezioni di piano" di Jane Campion il protagonista è un pianoforte: il quale si esprime al posto dell'eroina, muta per un trauma dall'infanzia, narrandone le travolgenti passioni, lasciandosi mutilare di un tasto (lei se ne serve per inviare all'amante un messaggio inciso sopra) e chiudendo la sua parabola nel fondo dell'Oceano Pacifico come in una tragedia mitologica.
(Tullio Kezich, Il Corriere della Sera, 1993)